Rodin-Claudel: un amore scolpito nella pietra

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il centenario della morte del grande scultore è un’ottima occasione per scoprire o riscoprire il parigino Musée Rodin, riaperto al pubblico nel 2015. La collezione, che si dispiega anche nel bellissimo parco  (all’ingresso vi accoglie il famosissimo Penseur), rivela, insieme al genio del maestro, quel retroscena segreto e affatturante che ha accompagnato come un’ombra le sue opere mature: l’amor fou per la giovane allieva.

Le tracce dell’amore a volte sono fatte di marmo. Bianchissimo. E restano la parte migliore di storie che invece, nell’avvicendarsi nello spazio e nel tempo, hanno comportato conseguenze violente, fino a condurre alla follia. È il 1882. Auguste Rodin compie 42 anni. Brutto, tarchiato, zoppo, miope, soffre di una timidezza morbosa. Ma gode di una fama già intensa. La povertà è alle spalle.

Camille Claudel, d’una bellezza solare, incantevole, è appena diciottenne. Arrivata da un anno a Parigi con la famiglia, la sorella del poeta Paul Claudel vuole studiare arte, ha capacità, talento. Non può accedere all’accademia, che non ammetterà studentesse donne fino al 1897, ripiega sulle lezioni di Boucher all’Atelier Colarossi. Fino a che l’insegnante, in partenza per l’Italia, cede la classe all’amico Rodin. Che acquisirà tra le allieve Mademoiselle Camille.

La Belle et la Bête, Pigmalione e la sua stata d’avorio. La scintilla è incandescente. Nonostante il rigore dei modi che mantengono in atelier, diventano amanti. Rodin è legato a Rose Beuret da vent’anni. Non la lascerà. Condurrà innanzi questa storia irresistibile, si dispererà, minaccerà, innalzerà Camille al cielo, poi la trascinerà all’inferno. E in questa cortina di passione si apriranno pause magnifiche di eccelsa creatività, in cui l’allieva aiuterà il maestro, e poi prenderà il volo, ma s’avvicinerà al sole, come Icaro, bruciandosi.

L’arte, in cui è bravissima, per ammissione di Rodin stesso, non la salverà. Quando, sedici anni dopo, nel 1898 la storia terminerà, Camille avrà lasciato in Rodin un’impronta incancellabile. Sarà la sola donna amata. Eppure scenderà, lei, dentro gl’inferi della follia. Internata, morirà quarantasei anni dopo. Sarebbe stato impossibile non concedere un piccolo spazio, tra le oltre 600 opere esposte all’hôtel Biron (ma sono più di 33.000 i pezzi che compongono la collezione), l’edificio del XVIII secolo che lo ospita, a quanto resta della scultura di Camille.

Perché se un genio come quello di Auguste Rodin s’è espresso con tale impeto e veemenza, certamente un ruolo di primo piano lo ha giocato la passione. La passione dell’uomo di mezza età per la sua splendida, affascinate giovane allieva.

Info – Musée Rodin, 77 rue de Varenne, Parigi; +33 01 44 18 61 10; da martedì a domenica dalle 10 alle 17.45 (la biglietteria chiude alle 17.15); www.musee-rodin.fr

Pin It

Rispondi