Colmar: la petite Venise

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Colmar è un’autentica sorpresa, specie, provenendo dall’Italia,  se la scegli come comoda tappa intermedia, a poche ore dai nostri confini, lungo la strada del vino alsaziano, di un itinerario che ti porta più a Nord, in Belgio o in Normandia. E’ una sorpresa il suo centro storico medievale, perfettamente conservato, con le facciate delle case a graticcio, tipiche dell’architettura alsaziana. E lo è il piacevole intrico di viuzze e canali che le fa meritare l’appellativo di “petite Venise”, la piccola Venezia. Si può lasciare l’auto alle porte della città (che in questo momento che precede l’inizio della stagione turistica è pieno di lavori in corso) e percorrerla piacevolmente a piedi attraversando la piazza dell’Antica Dogana, il Mercato coperto, costeggiando la Cattedrale di San Martino (bell’esempio di gotico), perdendosi nei vicoli e ritrovandosi all’improvviso si fronte all’ingresso di un piccolo museo: è quello dedicato ad August Bartholdi, artista locale, progettista della Statua della Libertà, donata dalla Francia agli Stati Uniti e di cui esiste  (sorpresa nella sorpresa) una fedele riproduzione in scala ridotta alla periferia nord di Colmar, nella zona industriale. Le pasticcerie e i panifici sono un’altra delle ricchezze del capoluogo dell’Alto Reno: da Au Croissant Doré, piccolo mondo antico dalla facciata Liberty, a Clergue, che offre uno dei migliori “montebianco” dell’intera regione. Da provare, insieme alle altre numerose specialità.

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