Caffè Stern, puro gusto italiano. A Parigi

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ci si può fermare al mattino per bere il vero cappuccino all’italiana (quello buono, come quello che si beve in Italia) e degustare una brioche fatta con olio d’oliva ripiena di vera crema all’italianacioccolato alla nocciola o crema alla curcuma. E si può anche tornare per il pranzo per mangiare golosamente i cicchetti veneti con polenta fritta o il cappuccino di crema di patata con ragu alla bolognese o, perché no, la pizza cotta al vapore ripiena dei sapori di stagione. E se non basta, ci si può fare un grande regalo e tornare la sera e assaggiare tutti i piatti che brillano nel menu. Insomma, andare al Caffè Stern – lo splendido spazio aperto dai Fratelli Alajmo nel settembre 2014 (sì, proprio loro, quelli alla testa del ristorante 3 stelle Le Calandre a Padova e del Ristorante Quadri a Venezia ) nel fascinosissimo Passage des Panoramas – è un’espereinza sensoriale che tocca le corde della memoria olfattiva italiana e che sviluppa nuovi incroci con l’alta cucina. Perché i fornelli sono italianissimi e i piatti pure, tutti della tradizione, ma ciascuno rivisto con tocco estroso, che ne fanno un centro nevralgico del gusto. In cucina oggi c’è Denis Mattiuzzi che, sotto il benestare di Max Alajmo, regala un menu tutto da scoprire. Fino al 20 dicembre, il giorno dopo ci si approccerà al menu invernale, ci si potrà divertire con questi piatti: cuori e fegati di volatili alla veneziana, funghi saltati e polenta morbida; mailino da latte arrostito con patate rosolate, salsa piccante alle alghe e aceto balsamico tradizionale. E poi anche uovo agli spinaci con fonduta di zucca e tartufo bianco e bignè liquidi allo zabaione con salsa alla panna fresca e gocce di caffè; oppure millefoglie inversa con crema allo zafferano e polvere di liquirizia e crema di cachi, mela grattuggiata, sorbetto al melograno e alkermes. “Lavorare allo Stern è figo – spiega Denis – lo stile è chicchettoso, bello, buono e divertente. Non bisogna essere critici quando si entra in un ristorante come questo, ma bisogna lasciarsi trasportare sull’onda del gusto. La nostra filosofia di cucina vuole essere leggera, digeribile e italiana: tutti i nostri piatti sono legati alla tradizione, ma devono essere necessariamente moderni nella loro preparazione, risultando leggeri e fluidi nella pancia e nella testa. Un esempio? La nostra maionese senza uovo realizzata con proteine vegetali. Buonissima e naturalmente soft”. Anche la carta dei vini, gestita in sala da Mirko Favalli, corre lungo i confini regionali italiani, prediligendo i vini naturali. Non mancano certo gli champagne, ma l’Italia vince anche nel bicchiere. Chissà, forse c’è anche profumo di stella dietro questi fornelli, ma il risultato non cambia: la cucina è buonissima e va provata. L’esperienza è da mai più senza. Per tornarci e ritornarci.

Info – www.caffestern.fr

per gentile concessione di www.parigimaipiusenza.com

Pin It

Rispondi