Quella rivista francese è una meraviglia!

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Difficile tessere l’elogio di una rivista. E poi, si sa, i giornalisti hanno un “ego” spaventoso: pensano sempre che la pubblicazione più bella sia quella su cui loro scrivono e l’articolo più intrigante quello che loro firmano. Ma insomma, amo la Francia e per me i chioschi e le edicole sono luoghi della devozione. E se è vero che sono cresciuto leggendo gli articoli di Le Monde e i reportage del Nouvel Observateur, l’inserto Style dell’Express e le inchieste di Liberation, adesso devo ammettere di avere una passione assoluta per la serie Vivre Paris, rivista trimestrale diretta da Julien Claudé-Pénégry che negli ultimi anni ha – come si usa dire – fatto proseliti o nipotini, Vivre Bordeaux e Vivre Lyon. Una pubblicazione di rara qualità, scritta bene e con una grafica moderna e accattivante, con inchieste attuali, escursioni nei quartieri, viaggi andata e ritorno tra locali e luoghi di aggregazione che fanno tendenza. Insomma, se volete sapere della Ville Lumière e del suo umore, spendete i 5,95 euro della bella Vivre Paris. Per la cronaca, io conservo gli ultimi esemplari come reliquie. Tra le chicche, ricordo il dossier Nos adresses pour manger local et sain à Paris (primavera 2016) o quello dell’autunno 2015 dedicato alla metropoli francese per i bambini o ancora quello intitolato Hymne à l’amour con indirizzi e dritte su dove stare con la persona amata. Interessante anche il numero speciale Nos 300 meilleures adresses parisiennes, una sorta di Bibbia su bistrot e locande dove mangiare e stare bene. Ma – come dire – potrebbe essere facile realizzare un magazine tanto bello su una città mitica. Bene, editore e direttore parigini sono riusciti a trasferire la stessa qualità in altre due città francesi, importanti e deliziose ma certamente meno blasonate. E se avete modo di andarci, fate un salto in edicola: recentemente (a giugno) ho letto e divorato il numero di Vivre Lyon dedicato alla Lione segreta e ai suoi indirizzi confidenziali. Perfino più sorprendente l’edizione dedicata a Bordeaux e dintorni. Il numero dell’inverno scorso su mangiare bene e mangiare sano è stata una scoperta. Domanda: perché Julien Claudé-Pénégry non comincia a pensare a qualcosa del genere anche a Milano, Torino, Roma o Napoli?

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