Monaco @Expo 2015: solidale e sostenibile

esternoMonaco @Expo 2015? Ha centrato in pieno il tema. Bando alla spettacolarizzazione e alla scenografia, qui si punta direttamente sulla sostenibilità e sulla solidarietà.Si scopre così un’altra faccia del Principato di Monaco, che dimostra di conciliare perfettamente eccellenza e responsabilità sociale. Lo si capisce subito, dando un occhio al padiglione dall’esterno: è stato costruito con 19 containers, il tetto è in legno e la struttura è stata progettata in modo da accogliere l’acqua piovana per nutrire i fiori e le piante che sono un tutt’uno con il complesso.

hangar

Quando finirà l’Expo, tutto verrà smontato e poi rimontato nel Burkina Faso, ad opera della Croce Rossa di Monaco. In Africa la struttura funzionerà prima di tutto come stazione della Croce Rossa locale ma anche come location per associazioni umanitarie e simili che hanno bisogno di una struttura sul luogo.

Varcata la soglia del padiglione l’intento non cambia, tutto è molto sobrio e concentrato sull’argomento principale dell’esposizione universale, cibo e sostenibilità. Tutto è realizzato in legno, e l’allestimento è concreto e senza troppi fronzoli. Sembra di essere in un magazzino dove si sente la voce del mare, un vero hangar marittimo, pieno di idee.

interno mari

Undici le stazioni: ognuna affronta un problema e cerca la possibili soluzioni. Ecco allora l’allevamento di ostriche locali (le Perles de Monte Carlo), il problema dell’aumento delle meduse nei mari a causa dell’inquinamento, la conservazione delle aree marine protette, la pesca sostenibile, l’acidificazione dei mari ancora una volta colpa dell’inquinamento, senza tralasciare il grande problema della deforestazione selvaggia (per questo è stata messa letteralmente in gabbia una sega).

In prima linea la Fondation Prince Albert II de Monaco e la Princess Charlene of Monaco Foundation che non poteva non sostenere un’iniziativa sportiva: se ora la principessa ha meno tempo di praticare il suo sport preferito, il nuoto, lo fa fare a tanti bambini di paesi meno fortunati grazie agli aiuti della sua fondazione che sostiene lo sport come strumento educativo. Non mancano altre iniziative di solidarietà con aiuti contro la malnutrizione alle popolazioni del Madagascar, aiuti alla Mongolia e ai suoi yak tanto preziosi, alle popolazioni del Burkina Faso con i nuovi fornelli a legna che risparmiano energia.

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Tante idee concrete tutte concentrate qui. Questo significa rimanere in tema, come ha sottolineato non a caso Roberto Fillon, ambasciatore in Italia del Principato di Monaco.

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E se poi si vogliono ritrovare i sapori monegaschi c’è la cucina dello chef Philippe Joannes, del Fairmont di Monte Carlo: pomodori, zucchine, piante aromatiche purché locali e di stagione. Vietato mangiare le fragole in inverno! È il dictat dello chef.

INFO – www.monte-carlo.mc/it

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