Sète: a spasso nella Valparaiso del Mediterraneo

JOUTES 2 VILLE DE SETE72Languedoc RoussillonÈ speciale Sète, tutta “piedi in acqua e poesia”, paese natale di Paul Valéry e Georges Brassens. È magica Sète con l’originalissima festa delle “giostre nautiche”. È saporita Sète, con le ostriche, le “tielles” farcite di polipo e le “macaronades”… by paolo galliani

È la città di Georges Brassens, moustache e pipa eternamente in bocca, cantautore maledetto che amava la mauvaise réputation (la cattiva reputazione) e i pensieri sulle note in libertà, il bicchiere di buon vino del sud offerto alle belles filles, l’oratoria infarcita di provocazioni e le frasi punteggiate di gros mots sboccate che provocavano la censura ma erano poesia pura. Proprio come la sua Sète, splendido miscuglio di canali, grossi e panciuti thonniers (imbarcazione per la pesca dei tonni), case ricoperte di tegole rosse “profondo Sud” e locande dove la cucina ha i sapori del Mediterraneo e i saperi dell’Italia meridionali (è impressionante il numero di persone originarie della penisola) come rivelano i produttori di tielle, tortella di pasta di pane farcita con polipo e salsa di pomodoro  – ottima quella del Paradiso di Alain Cianni, sul Quai de la Résistance – o i venditori di macaronades, piatto composto da maccheroni e fette di carne di bue farcite e arrotolate in deliziosi involtini.

Macaronades

I succulenti “Macaronades”

Prima cosa da fare: stuzzicare l’appetito ai banchi che punteggiano Les Halles, il coloratissimo mercato coperto stracolmo di pesce, olive, frutta e prodotti locali. La seconda? Andare a zonzo per la città, saltando qua e là fra ponti e ponticelli: l’avenue Victor-Hugo incorniciata dai platani, dal bel Théâtre Molière, dalle terrazze di una bella brasserie, poi le rive del Canal Royal eternamente affollato di pescherecci; quindi la Pointe-Courte, piccolo quartiere di pescatori dalle case basse che si allunga su una stretta lingua di terra che s’intrufola nella laguna; il faro, dove non si è mai soli a salutare i pescherecci che tornano a casa letteralmente assediati dai gabbiani rumorosi; le spiagge sconfinate e punteggiate di ottime paillettes (ristorantini con i piedi nella sabbia) che si allungano per 12 chilometri fino ad Agde; e lo specchio d’acqua argento-vivo della Laguna di Thau segnata dai parcs à huîtres (allevamenti di ostriche) e attraversata di tanto in tanto da coloratissime barche che fanno la spola fra le piccole località che si affacciano su questa sorta di mare interno.

Ostriche

Ostriche nella Laguna di Thau

Inevitabilmente si finisce per sentire parlare delle tradizionali joutes languedociennes che ogni anno coinvolgono Sète e che verranno riproposte dal 22 al 27 agosto. Meglio non snobbarla, perché una festa così non la vedrete da nessun’altra parte, se non in forma più ridotta, ad esempio in altre località della Languedoc (Agde, Palavas, Balaruc, Frontignan, Grau-du-Roi, etc.). Sète è la capitale di questo sport ancestrale che si gioca nella seconda metà dell’estate sul “canale reale” in omaggio a Saint-Louis e che si materializza a bordo di grosse imbarcazioni a remi dalle strane piattaforme appuntite (les tintaines) su cui si piazzano veri e propri combattenti-matador (i jouteurs) vestiti da marinaretti cercano di fare cadere in acqua i rivali degli altri equipaggi servendosi di una lancia munita di tridente.

Le mitiche "joutes"

Le mitiche “joutes”

Tant’è. La città reclama di nuovo attenzione. E se si ha la fortuna (come ho avuto io) di incontrare Marie France Parra, giornalista e globetrotter delle emozioni planetarie, tutto diventa più facile. Vi racconta la magia della sua città; vi accompagna nei posti più segreti di questa città amatissima da cantastorie e artisti che adora la street art e protegge i suoi graffiti urbani come fossero memoria collettiva fissata sui muri di Séte. E se ha tempo, vi propone di salire sulle alture della città, dove c’è il “cimitero dei marinai” che non riesce ad essere lugubre perché guarda al mare e al grand bleu, omaggio al largo e ai viaggi lontani di una città che avrebbe fatto innamorare gente come Chatwin, come Sepulveda o come Francisco Coloane. Se il Mediterraneo deve avere una sua Valparaiso, è proprio qui, a Sète, a metà strada fra Montpellier e Béziers. Fra Le Temps passé del grande Georges e l’umanità che sfila lungo i bordi dei canali dove tutti passano. E tutto passa.

 

Veduta aerea di Sète

Veduta aerea di Sète

INFO PRATICHE

Office de Tourisme (60 gran rue Mario Roustan – tel. +33 (0)4 99 04 71 71)

L’Espace Georges Brassens (67 bd Camille Blanc) propone 10 sale interattive sul cantante-poeta. È aperto dalle 10 alle 18 (chiuso nei festivi). Ingresso: 5 euro (3 euro a persona per i gruppi).  In Italia, le sue canzoni sono state interpretate da Fabrizio De André, Nanni Svampa, Gino Paoli e Gigliola Cinguetti.

EVENTI E SPAZI CULTURALI – Dal 4 all’8 luglio, La Saint Pierre, festa dei pescatori, fra processioni e sfilata di scialuppe dedicate agli scomparsi in mare. Dal 20 luglio all’8 agosto, Fiest’à Sète, con ritmi afro-latini di Sergent Garcia, Goran Bregovic, Rokia Traoré e Rachid Taha. Dal 22 al 27 agosto, la Fête des jouteurs lungo il Canal Royal.

I BUONI INDIRIZZI – Pausa aperitivo? C’è il Café Social (35, rue Villaret-Joyeuse) nella parte alta della città, poco lontano dalle strette case innalzate dagli immigrati napoletani e oggi prese di mira da creativi, artigiani e pittori. Per il pranzo, andate per istinto fra le mille locande: fra le altre, Hippy Market Cafè (31, Quai Durant), Le Bistrot du Marché (1, rue Alsace-Lorraine), Décor (41, quai du Bosc). Mentre per la notte vi consiglio un 3 stelle Anni Trenta molto grazioso, con un tocco di design e un’atmosfera piacevole e lievemente “trendy”, accenti contemporanei e insieme neo-barocchi e una deliziosa brasserie affacciata sul cortile interno. È l’Hôtel de Paris (2, rue Fréderic Mistral). Prezzi della doppia in alta stagione: 129-149 euro) che in un corridoio tradisce la sua filosofia – sulla moquette del corridoio c’è scritto: “Il nemico dell’arte è il buongusto” – e che alle pareti presenta foto e tele di grandi autori.

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One thought on “Sète: a spasso nella Valparaiso del Mediterraneo

  1. Grazie Paolo,
    di aver rinnovato il ricordo di Sète con così belle parole.
    Non è facile rendere l’atmosfera di questa città, ma tu ci sei riuscito.
    monica.

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