Alice nella Parigi delle meraviglie

tnIle-de-FranceAlice, milanese di nascita, PR nel mondo della moda, in trasferta di lavoro a Parigi, ci manda le sue sensazioni. E noi le accogliamo, felici del suo sentire e del suo saperlo comunicare. by martine buysschaert

PAROLA DI ALICE dal blog A GIPSY IN THE KITCHEN

Ma chi è Alice? 33 anni.Taglia petite, biondiccia ma non troppo, lunaticamente simpatica, carina. Milanese di nascita, gipsy per passione. Convive con il suo guardaroba, che le regala quotidianamente grandi soddisfazioni. Adora la buona cucina e i buoni vini, New York in autunno, Parigi sempre. Guai a chi tocca Babbo Natale. Un’attrazione fatale per la moda che è diventata un lavoro. Per due volte all’anno, 15 giorni, 360 ore e un numero infinito di secondi che includono molti kyr royal e parecchio foie gras, in trasferta in quella che è la sua città d’origine: Parigi.

Alice

Quello che so adesso di Parigi.
Che profuma di Mustela e pioggia bagnata e neve appena caduta e curry.
Che questi cieli grigi ti avvolgono come un maglione e ti fanno venire voglia di perderti tra musei improbabili.
Che le cioccolaterie ti accompagnano lungo la strada verso il lavoro e ti ricordano quante sono le cose buone che esistono.
Che il profumo di pollo arrosto al mattino rende croccante la giornata.
Che appena metti piede in terra francese senti una necessità impellente e irrefrenabile di Alaia e Pierre Hardy.
Che certe persone hanno forse solo bisogno di un sorriso, al di là di ogni frase fatta.
Che la cena migliore è fatta da un cinese take away, mangiato dalla mia yaya sister, e con una testina bionda in braccio, frapposta tra me, il piatto e le bacchette.
Che Louis dopo il biberon ti scalda il cuore e le mani più di una boule dell’acqua calda.
Che la pazienza è una dote che bisogna imparare da subito: imparare ad aspettare, che le cose migliori richiedono tempo.
Che sentire la mancanza è bello, ma anche brutto nello stesso tempo e che grazie al cielo il tempo vola e manca poco per dire che manca quasi poco al ritorno.
Che il vento di Parigi ti entra sotto il cappotto ma spazza via i pensieri.
Che il foie gras in certi casi fa più dell’advance night repair.
Che sarebbe bello sedermi da Starbucks con le mie parole, le mie idee di ricette e il mio computer e scrivere un libro.
Che un abito di macramè di Valentino esaudirebbe un sogno.
Che comprerei tutto nelle farmacie francesi.
Che mangiare pain au chocolat al mattino è molto bello.
Che quest’anno il mio sistema immunitario è particolarmente debole – hello raffreddore, once again.
Che vorrei vestirmi tutta Dries Van Notem e Carven. Che Carven è il nuovo Balmain.
Che Balenciaga con i fiocchi è come avere Courtney Love vestita da Luisa Beccaria.
Che gli accessori di Lanvin sono pazzeschi.
Che il kyr royal è come l’acqua, e l’evian si usa solo come tonico.
Che credo di avere sviluppato un’intolleranza al glutine, il che mi fa una paura ma una paura una paura pazzescamente paurosa: come farò a rinunciare ai financiers? E ai macarons? E alle quiches?E sopratutto ai croissants?
Che il seating è peggio della guerra tra due mondi.
Che gli orsi bianchi sono da proteggere.
Che appena torno vado a farmi massaggiare tre ore dalle thailandesi sotto casa.
Che bevo succhi dai sapori improbabili: sedano, barbabietola e mela. Ma che per davvero?

P.S. di vogliadifrancia.itAlice ci ha mandato questo pezzo giorni fa, ma eravamo talmente presi da altro che lo abbiamo “parcheggiato”: ce ne dispiace e le chiediamo venia! Scrive bene e tanto Alice: clicca qui per curiosare nel suo blog, molto fresco e simpatico.

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One thought on “Alice nella Parigi delle meraviglie

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