Montmartre: così conosciuta, così ancora da scoprire

gosseIle-de-FranceOltre le cupole del Sacro Cuore, si svela un mondo da scoprire, carico di luci tremanti, di tinte e personaggi colorati, di sfumature cangianti… manco fossimo in un quadro impressionista. by jores

Sarà il fiatone dopo le centinaia di gradini che portano quassù, sarà che quando volti le spalle – e “tutta di un fiato” Parigi ti toglie il respiro – non c’è ragione per non fermarsi; eppure oltre il nitido e bianco travertino delle cupole del Sacro Cuore, si svela un mondo da scoprire, carico di luci tremanti, di tinte e personaggi colorati, di sfumature cangianti… manco fossimo in un quadro impressionista. Il bello è proprio questo, due traverse più in là, si può veramente affermare di essere in una tela di Pierre-Auguste Renoir o in un manifesto di Henry de Toulouse-Lautrec.

Sarà che la basilica del Sacré-Cœur l’avevo già visitata, ma io, a dirla tutta, questa volta ci sono arrivato da dietro. Le suggestioni di Place du Tetre avevano già lasciato il segno nei miei ricordi. Dello skyline parigino che si gode dalla terrazza, poi, sono già stato innamorato, e per l’occasione l’ho tradito per il profilo di Montmartre da dietro gli ingranaggi degli orologi del Musée d’Orsay, sempre per rimanere in tema impressionista. Soprattutto, però, volevo sfruttare le ultime due ore di luce della giornata per andare a vedere le famose vigne in città. Le due ore giuste direi con il senno di poi. Certo, appena riemerso dalle viscere riscaldate della metropolitana alla stazione di Lamarck-Caulaincourt, intrapresa la salitella per il Lapin-Agile, sono stato investito da un vento gelido così tagliente che ancora adesso ne porto i segni. Qualcuno voleva forse avvertirmi che, tra un cabaret e l’altro, avrei dovuto cercare di godermi le atmosfere del quartiere al crepuscolo, e tenere le mani lontane dalla macchina fotografica, onde evitare il pericolo di congelarmele. Va da sé che non ho ubbidito…

Sarà che la fortuna aiuta gli audaci, ma quando appollaiati alla rete che circonda gli ultimi vitigni di beaujolais ho visto due gosses –  pantaloni a mezza gamba, bretelle e berretto… una sorta di scugnizzi parigini – animare un tour guidato di passaggio davanti a noi, non ho potuto far a meno di esclamare: “al posto giusto nel momento giusto”.  La macchina era impostata sui corretti parametri, l’obiettivo era quello che ci voleva, io ero dove dovevo stare. Peccato solo che fosse chiuso il cabaret dove è nata la caricatura politica, quel Lapin Agile (anche se è solo in francese e in inglese il sito ha un ché di commovente) di André Gill prima, di Toulouse-Lautrec dopo, che ne hanno creato l’immagine-locandina. Dicono che le serate qui siano un momento magico dove cantare le canzoni di una volta. Si facciano avanti i francofoni!

Sarà che di fronte alle vigne medievali di Montmartre ci si rende effettivamente conto come qui, neanche tanti anni fa, fosse aperta campagna. A usar bene l’immaginazione, poi, si capisce addirittura che qui un tempo si era fuori le mura. Oltre la città non si pagava la tassa sul vino! E ora sì che tutto è chiaro… ora capisco la terra d’artisti, di cabaret e femmes fatales, ora si che non mi sfugge il significato di bohème. Una terra che ha fatto la storia insomma. A partire da quella del vino. Ogni anno, in occasione della vendemmia, il 18esimo arrondisement si dedica una festa, ci dicono piena di vita, tradizione e divertimento. Il ricavato delle bottiglie, pensate, viene usato per garantire gli spettacoli del vicinissimo Moulin Rouge agli anziani del quartiere! Beh, quasi 50 euro al litro per un totale di circa 1000 litri ogni anno… Ma soprattutto di storia parigina. Proprio dietro la vigna, alle spalle della Savoiarda, la campana più imponente al mondo, c’è il Musée de Montmartre e i Jardins de Renoir, fusi con la vecchia campagna e circondati da splendide case che ti costringono a pensare: “quale vorrei avere?”, “qual è con la vista migliore?”, “io mi accontenterei anche di quella vetrata un pò più piccola…!”. E poi le fotografie, le locandine di cabaret, i quadri, dentro tutto ci parla del fervore artistico della Butte (la collina) a nord di Parigi.

Sarà che non ci si può non emozionare quando ti dicono che tra queste mura aveva il suo studio Renoir, che qui visse Dufy, risedettero Utrillo e la madre Suzanne Valadon, modella charmante, e amante!, di molti artisti quali lo stesso Renoir e l’affascinantissimo, pur se basso e claudicante, Toulouse-Lautrec.

Sarà che la sensazione è proprio questa. Non solo magia poetica davanti alle case d’artista in Place Dalida e Allée des Brouillards, bensì anche consapevolezza di vivere un luogo unico. Qui, come ti muovi, incontri posti cari a quel o a quell’altro maestro. E lo stesso accade scendendo la collina verso Pigalle. Al 12 di Rue de l’Abreuvoir c’era la ferme de Pizarro, che in vita non avrà venduto un quadro che sia uno, ma sempre il mentore di Cézanne e Degas è stato; al 39 di Rue André Antoine, Seurat ha dipinto il famosissimo Le Cirque, dai! quel quadro in tecnica divisionista con il giullare in rosso in primo piano e la ballerina in giallo che danza sul cavallo bianco in mezzo al circo…; all’83 di Rue Lepic, con tutti gli aggiustamenti moderni del caso, rivive il Moulin de la Galette, un tempo la più popolare terrazza ombreggiata dell’intero villaggio così come, nel suo indiscusso capolavoro, la rappresenta Renoir, oggi bistrot gastronomico forse un pò troppo turistico sotto le pale di un antico mulino.

Sarà che sono pochi i posti al mondo che evocano tante suggestioni, sarà che sono così pochi i posti al mondo dove gli abitanti ti parlano della storia del proprio quartiere dicendo “noi volevamo”, noi facevamo” e così via, ma un posto come questo è imperdibile. Non ci si può esimere dall’andare a scoprirlo. Disorientatevi tra i vicoli, consultate la mappe della vostra Lonely Planet, seguite gli itinerari delle vostre guide verdi Michelin, oppure fatevi guidare da Vanessa, parigina fino al midollo, del Syndicat d’initiative de Montmartre; il sito, e così il tour, non è anche in italiano, ma trovate il modo di andarci.

Sarà che a me è piaciuto così tanto…

Info pratiche
Per info su Parigi e la sua regione, visitate il sito del CRT Paris Ile-de-France.
E se vuoi consultare le brochures in formato elettronico, scaricale da qui.
Lo sapevi che puoi raggiungere Parigi anche con il TGV:  leggi il nostro post in merito.

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