Costa Azzurra: un pranzetto in capo al mondo

Avete voglia di un DÉJEUNER SUR L’HERBE… in capo al mondo? Seguitemi fino a MONS, piccolo borgo dell’entroterra, dove l’insolito ristorante LA MAQUISARDE riserva più di una (bella) sorpesa. by pia stef

La nonna Rosa che è campata fino a 107 anni soleva dire che, ad una certa età, se al mattino svegliandoti ti senti qualche acciacco,  vuol dire che sei ancora vivo. Forti di questa sacrosanta massima, un mattino pieni di energia e di curiosità abbiamo deciso di affrontare la scoperta dell’Arrière Pays della Riviera, ossia il suo entroterra, scegliendo di volta in volta un luogo che avesse qualcosa da raccontare.

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Abbiamo scelto MONS, un villaggio a 800 metri d’altezza, su uno sperone roccioso, raggiungibile dalla Costa con un’oretta di auto, sia dalla Via Napoleonica molto affascinante con tracce del passaggio dell’Imperatore che di ritorno dall’Elba puntava su Parigi (vedi piccoli alberghi e simpatici ristoranti tutti che vantano di averlo avuto ospite almeno una notte) oppure attraverso Fayence subito dopo l’uscita dall’autostrada a Les Adrets, percorso molto più tranquillo in mezzo ai vigneti e alle bellissime residenze di personaggi più o meno famosi, perché la zona oggigiorno va molto di moda.

Non a caso Mons è chiamato il Balcone della Costa Azzurra perché dal suo belvedere si gode di un panorama eccezionale, con un orizzonte di almeno sei o sette livelli e in fondo il mare. Già gli antichi romani vi avevano costruito il solito acquedotto che dalle vicine sorgenti molto abbondanti portava l’acqua a Fréjus. In seguito il paese venne popolato dai liguri che vi installarono le coltivazioni di ulivi e legumi di ogni sorta, creando una enclave molto ricca.

Il ristorante LA MAQUISARDE si trova nella zona protetta omonima, che poi è un folto sottobosco, una macchia, dove durante la resistenza francese si nascondevano i partigiani che da qui presero il nome di maquisards. La distanza dal centro del borgo è di circa 3 km tramite una strada percorribile anche in auto salvo l’ultimo breve tratto sterrato in forte salita. La scelta può essere fatta al momento, a seconda delle gambe e del tempo: la passeggiata è corroborante e siccome mette un certo appetito è un ottimo invito alla tavola che ci attende!

A questo punto bisogna dire le cose come stanno: certamente la sorpresa è tale da lasciarvi senza parole. Una costruzione in pietra che forse era un convento o una casa padronale di campagna quasi completamente sommersa dalla vegetazione. Un grande tiglio centenario copre con i suoi rami i tavoli sistemati all’esterno, il silenzio è interrotto dal canto del gallo mentre cani e gatti popolano questo parterre inaspettato. All’interno, una grande sala dominata da un enorme camino, con quattro finestre tipo feritoie che guardano la vallata. L’accoglienza è molto spartana e mentre ci accomodiamo all’esterno sotto il tiglio, ci chiediamo come andrà a finire. E qui continuano le sorprese, perché dopo un breve saluto, Véronique, una delle due sorelle che conducono questo, come dire, ostello, ci fa presente che lei il menù ce l’ha in testa, perché niente è programmato e la chef, cioè Scarlett  – mi precisa non quella di Via Col Vento – cucina a seconda di quello che offre la natura, cioè l’orto, il frutteto, il pollaio, o l’ovile del vicino.

La sequenza dei piatti è veloce e stupefacente, dagli antipasti di pomodori al forno ripieni di tonno e spezie, a una leggerissima frittura di tenere zucchine e una frittatina di erbette. Il piatto forte è un confit di anatra che non necessita del coltello per essere gustata, guarnito di uno sformato di castagne ed un altro di zucca, unitamente a una coppetta di ravioli maison al basilico. Il piatto dei formaggi merita una sosta perché sono tutti del posto, alcuni stagionati e altri freschi, corredati da un piccolo bricco di olio aromatico alle erbe e sale di Guérande. Attenzione a lasciare un po’ di spazio per la torta di albicocche, naturalmente colte pochi minuti prima di metterle in forno. Il tutto anaffiato da un onesto pichet di vino rosé del vicino. Salutando e ringraziando abbiamo fatto presente che torneremo, magari con i ragazzi, e Véronique, tipo molto spiccio e piuttosto maschiaccio, ci risponde: noi siamo sempre qui, mezzogiorno e sera, tutto l’anno, salvo gennaio!

Una cosa è certa, non sarà facile descrivere questo posto, sì fuori dal mondo ma per fortuna ancora a portata di … palato e di tasca (20/25 euro compresocaffé e vino).

Info pratiche
LA MAQUISARDE
Quartier des riens (che tradotto sarebbe “quartiere dei nulli”!)
83440 MONS
Tel. +33 (0) 60 95 49 393

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