Carnet di indirizzi per un gelato d’autunno

Un gelato consumato “fuori stagione” è una scelta, una passione. Fra i GELATAI francesi dove sfidare l’inverno, c’è persino chi propone il GELATO AL CACTUS! by paolo galliani

L’ho sempre pensato anch’io: passi Ventimiglia e le buone cose italiane non sono più tali. Dopo anni di frequentazioni, una convinzione: è un luogo comune. Se poi finisce in un cornetto o in un bicchierino, si squaglia come gelato al sole. Appunto. E siccome è di gelato che volevo parlare, eccovi una dritta per Nizza. Volete sapere quale sia il miglior gelato della città? Giudizio soggettivo, certo, ma condiviso fra molti amici: Fenocchio, nella città vecchia, esattamente al 2 di Place Rossetti e nella bottega un po’ meno affollata al 28 di Boulevard Jean-Jaurès, con una cinquantina e più di parfums e gusti che dai più tradizionali arrivano ai più improbabili: al pomodoro e basilico, al rosmarino, al timo, al mojito, alla lavanda, ai bonsbons, alle “olive nere zuccherate” con un piccolo gusto di vaniglia, all’avocado, e perfino al cactus che non ho mai provato ma di cui parlano bene. Personalmente consiglio i gusti marrons, Irish Coffee ma anche cioccolato e crema, classici di questa maison avviata nel ’66 e gestita da Fréderic Fenocchio. Certo, a Nizza i prezzi delle glaces sono esosi come praticamente in tutta la Francia: nelle zone pedonali vi chiedono anche dai 2 ai 2,5 euro e per una banalissima boule. Ma insomma, il gelato è un peccato onirico, una sublimazione del desiderio come la Nutella.

E se Nizza non è fra le tappe previste, prendetevi questi altri indirizzi glacés in Costa Azzurra: a Valbonne è molto reputato il pasticcere Jean-Jacques Lenoir al 14 di Boulevard Carnot; a Cannes, 36 rue Meynadier, c’è l’elegante (noblesse oblige) atelier Jean-Luc Pelé.

E se invece della Costa Azzurra, la vostra meta è la Provenza, a Marsiglia, andate in Place de Lenche (nel mitico quartiere Panier) e provate il gelato dell’italianissima (di origine toscana) Florence Bianchi a Le Glacier du Roi; a Roussillon, in Place Abbé-Avon, delizioso borgo del Luberon ricordo di avere trovato ottimi i prodotti della bottega So’glace di Jérôme Cellier.

E Parigi? Ovviamente a Paris c’è solo il problema della scelta: fra i miei appunti ritrovo Galeria Siciliana al 41 di Avenue de la Bourbonnais, nel VII° arrondissement, il pasticciere Pierre Hermé al 72 di Rue Bonaparte (VI°) e l’italianissimo Grom al numero 81 di Rue de Seine, sempre nel VI° arrondissement, zona Saint-Germain.

Buoni indirizzi per l’anno prossimo?  Chi l’ha detto? Non c’è niente di più intrigante di un gelato consumato senza abbinamenti con creme abbronzanti e calura. A luglio e agosto lo acquisti per istinto, come un rimedio, un antidoto, un alimento di sopravvivenza al caldo afoso di certe giornate. In autunno è una scelta, una passione, una rivendicazione. E un’alchimia: è come stravolgere il regolare gioco delle stagioni e chiedere all’estate di schernire l’autunno e sfidare l’inverno.

P.S. di vogliadifrancia.it
Leggendo il post di Paolo, mi è tornata in mente la canzone Gelato al limon di Paolo Conte (martine).

Pin It

Rispondi