Cinema a Lione: Festival Lumière dal 15 al 21 ottobre

Proiezioni di film muti con musica live; retrospettive dedicate a Vittorio De Sica, Max Ophuls e Ken Loach; pellicole restaurate di Clouzot, Rossellini… Lione celebra la storia del cinema e i Fratelli Lumière, che proprio lì inventarono il cinematografo… by martine buysschaert

Cosa ne dici di rivedere Lulu – Il vaso di Pandora (1929) di Pabst, Il giardino del piacere  (Il Labirinto delle passioni, 1925), primo film di Alfred Hitchcock, la prima comparsa sullo schermo di Vittorio De Sica in Il processo di Clemenceau (1917)? Tra l’altro il tutto con il valore aggiunto dell’accompagnamento musicale dal vivo dell’Orchestre national de Lyon.

E a proposito di De Sica, il Festival Lumière di quest’anno gli dedica una bella retrospettiva animata da Gian Luca Farinelli, direttore del Festival Cinema ritrovato di Bologna e da Jean Gilli, direttore artistico del Festival du Cinéma italien di Annecy. Che emozione poter rivedere Sciuscia (1946), Ladri di biciclette (1949), Miracolo a Milano (1951), Umberto D. (1952) celebrando così uno dei padri del Neorealismo.

E ancora, vedere le rarissime copie 35mm o quelle restaurate della produzione raffinata di Max Ophuls, regista prediletto da Stanley Kubrick: Lettera da una sconosciuta (1948), Il piacere (1952), I gioielli Madame de… (1953).

Anche Ken Loach è all’onore di questa IV edizione del festival, che lo vedrà premiato con il Prix Lumière. È l’occasione per rivedere Kes (1969), Piovono pietre (1993), Terra e libertà (1995) e Sweet Sixteen (2002).

Last but not least, il festival celebra anche, offrendo in alcuni casi delle anteprima mondiali, straordinarie pellicole restaurate tra cui L’assassino abita al 21 (1942) di Henri-Georges Clouzot, Viaggio in Italia (1954) di Roberto Rossellini, I miserabili (1934) di Raymond Bernard o L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich.

Insomma una festa del cinema nel luogo in cui è “vede la luce” la Settima Arte, che tanto ha cambiato le nostre vite. Tra l’altro la visita del Musée Lumière, allestito nella splendida villa di inizio Novecento fatta costruire dal padre di Louis e Auguste Lumière, è a suo modo una chicca. Un museo di storia del cinema dove osservare i macchinari originari, capire l’evoluzione tecnica e vedere i primi cortometraggi: il museo ne possiede 250 copie. Nella tenuta dei Lumière, attigua alla villa, c’è l’unico capannone superstite di quella che fu una fabbrica di più di 200 persone. E procura una certa emozione piazzarzi nel punto esatto in cui fu fatta la prima “ripresa”: l’uscita della fabbrica degli operai della Maison Lumière. Non a caso la via ora si chiama “via del primo film”… Nel weekend 20-21 c’è anche un mercatino dedicato alla fotografia e al cinema.

Siccome Lione è una città vivacissima, con più di 100.000 studenti, il festival non si limita alle proiezioni in sala e alle celebrazioni di vario genere con la presenza di figure di spicco quali gli attori e registi Jacqueline Bisset, Max von Sydow, Tim Roth, Agnès Varda e Andrei Konchalovsky, ma si espande a dismisura offrendo opportunità di ogni tipo come scoprire l’opera del documentarista di origini italiane Mario Ruspoli, figura chiave del “cinema verità”; assistere all’incontro con Pierre Collier, creatore di locandine cinemtografiche, per carpire i segreti del mestiere; passeggiare nelle vie di Lione per ammirare le fotografie e vedere gli estratti dei film proiettati sulle facciate degli immobili. E per non dimenticare nessuno, il festival ha organizzato anche la proiezione del capolavoro Effetto notte (1973) di François Truffaut, aperta anche ai non-vedenti grazie a un sistema di audio-descrizione: come dire, che da queste parti si è sensibili al sociale.

Insomma, un programma seratissimo in una città davvero piena di vita: clicca qui se voi vedere tutta la programmazione del festival. Tra l’altro ci puoi arrivare da Milano e da Torino con il TGV: clicca qui per vedere le possibilità e le promozioni), oppure da Roma con l’aereo. Buon festival a tutti!

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