Chambéry: suona le campane!

Ci sono incontri che ti colpiscono più di altri: così è stato con JEAN-PIERRE VITTOT, illustre MASTRO CAMPANARO del GRAND CARILLON di Chambéry. by martine buysschaert

Mentre salivo i quasi 90 gradini della scala a chiocciola della Tour Yolande nella Sainte-Chapelle del castello dei Duchi di Savoia di Chambéry, il mio cervello era alla ricerca di quanto evocasse in me la parola CAMPANA. Si fecero avanti in buon ordine una serie di espressioni: “stare in campana”, “tenere sotto una campana di vetro”, “ascoltare tutte le campane” e “far campana all’orecchio”. Ovviamente ero fuori strada: stavo andando a incontrare il carillonneur in carica da quasi 4 decenni, vale a dire un mastro campanaro coi fiocchi, perché questo carillon è il più grande di Francia, nonché il primo al mondo per qualità sonora.

A questo punto, attingendo forse a un facile immaginario collettivo, me lo figuravo nelle vesti di frate: che c’entri Fra’ Martino? – a mia discolpa, vorrei ricordarti che mentre si sale una scala faticosa, c’è un minore afflusso di sangue al cervello –. Un frate che con fare agitato dovesse correre da una campana all’altra per tirare corde a destra e a manca, incutendo così movimento alle campane tanto da farle suonare! Invece no. Jean-Pierre era saldamente seduto davanti alla sua tastiera – in pratica sembra un pianoforte denudato –, anzi, una doppia tastiera che egli suonava contemporaneamente con i pugni e con i piedi: i tasti colpiti, connessi ai martelli, a loro volta colpiscono le campane che restano perfettamente ferme, mandando in frantumi l’idea che me ne ero fatta.

Sono davvero imponenti queste 70 campane in bronzo e non solo per il loro peso totale di 11 tonnellate. Sono lì, appese sopra e davanti a Jean-Pierre, dietro un vetro che attutisce almeno un po’ il sonoro fragore che emettono da così vicino. Sono spoglie – volutamente per non compromettere la loro funzionalità sonora – con appena la firma della Fonderie Paccard (attiva ad Annecy dal 1796) che le ha fuse (bastano pochi minuti per fondere una campana, mentre lunghissimo è il tempo di preparazione dello stampo) e l’indicazione dei donatori: farmacisti, medici, commercianti etc…

Quanta passione nel suonare questa singolare orchestra, anche perché con il gran numero di campane di cui è formato, le ottave cromatiche non sono due come nei classici carillon, bensì quasi sei. Questa comporta notevoli difficoltà nell’esecuzione di un repertorio normale. Infatti sul Grand Carillon di Chambéry, Jean-Pierre suona opere composte ad hoc per i carillon normali ma anche trascrizioni di opere destinate ad altri strumenti musicali come il pianoforte, il clavicembalo, l’organo e persino la chitarra, nonché adattamenti di canzoni popolari fatti da lui stesso tarate per il suo strumento. “E le prove?” chiedo io, pensando a chi vive nel quartiere ai piedi del castello. “Risolto” mi risponde Jean-Pierre. “Abbiamo una tastiera di studio speciale che non si sente dall’esterno”.

Fuori, quando suonano le campane, si sente solo il meglio, il frutto di ore e ore di prove, di impegno e di entusiasmo. I concerti del Grand Carillon si tengono ogni 1° e 3° sabato del mese alle ore 17.30 (ogni sabato in luglio e agosto). Spesso vengono invitati a suonare mastri campanari provenienti d’altrove. Insomma un incontro che vale il viaggio (rivolgersi all’Office du Tourisme) e ricordati che il TGV ti consente di raggiungere Chambéry da Milano e Torino in poche ore: per saperne di più, clicca qui. Per leggere altri post sulla cittadina, digita → Chambéry seguito da due punti ← nella finestra di ricerca.

Info pratiche
Office de Tourisme
www.chambery-tourisme.com
5 bis Place du Palais de Justice
73000 Chambéry

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