Parigi: guida ai design hotel (2° puntata)

L’Hi matic

Ile-de-France

Rock hotel, boutique hotel, détox hotel, écolo-zen hotel, éco-minimal… le definizioni per descrivere gli alberghi design sparsi nella capitale francese si sprecano. Esaminiamole una a una. by paolo galliani

Alla “Philippe” – Che dire? Philippe Starck ci ha sorpreso ancora una volta. Anzi, qui, al Mama Shelter → 109 Rue Bagnolet (XX arr.) – tel. +33 (0)1 43 48 48 48 – www.mamashelter.com – metrò Gambetta  ← ci ha pure messo la testa oltre che il cuore e il genio, se è vero che è diventato uno dei soci dell’albergo e che questa linea sta per essere proposta in analoghe strutture in altre città francesi (Marsiglia, Lione, Bordeaux, etc.) ed estere (per esempio a Istanbul). Dire che è un albergo rivoluzionario è dire poco: voluto dall’ex fondatore del Club Med Serge Trigano, dal filosofo Cyril Aouizerate, dall’architetto Roland Castro e dal già citato Starck, è stato realizzato in un quartiere popolare del XX° arrondissement, quasi un azzardo per i promotori parigini convinti che da quelle parti non potesse reggere un albergo di 172 camere costruito sulle rovine di un vecchio garage diventato un sorta di rifugio per anarchici, squatter e graffitar. Tant’è. In pochi anni, Mama Shelter – dalla canzone Gimme Shelter dei Rolling Stones – è diventato l’emblema di una generazione di rock-hotel, di residenze turistiche sofisticate ma originali, ricercate ma accessibili. Si presenta come un hotel rilassato e rilassante, giovane e informale, letteralmente avvolto in un mare di graffiti etico-poetico (realizzati da alcuni dei migliori writer di Parigi) e qualche volta criptico-demenziali, con belle camere high-tech attrezzate con una cucinetta), spazi comuni in cemento lucido dominati dai toni nero-grigio-bianco, una reception moderna dove spicca la presenza di un iMac dove i clienti possono lasciare messaggi, brasserie “fusion food” maledettamente conviviale e un’adiacente pizzeria per chi vuole giocare fra una cucina pretenziosa (per una cena con antipasto, piatto principale e dolce calcolare sui 40-50 euro) e optare invece per una “Napoli” o una “Margherita” da consumare sul posto o portare direttamente in camera.

Graduato – Lo è per diritto di anzianità, visto che è stato lui il primo ad aprire la via degli alberghi design. Le Général → 5/7 Rue Rampon (XI arr.) – +33 (0)1 47 00 41 57 – www.legeneralhotel.com/ – metro République o Oberkampf ← è un piccolo boutique hotel, elegante e ricercato nei materiali e nel gioco delle luci, ma dai prezzi ragionevoli (camere anche a 157-197 euro) dalle parti di place de la République, con un bel centro benessere e un bar aperto anche ai clienti esterni.

Celestiale – Se non siete sicuri di meritare il paradiso e avete almeno voglia di vedere cosa vi siete persi, potete sempre optare per questo albergo dal nome evocativo – Hôtel Angely  → 22 Rue du Grand-Prieuré (XI arr.) – tel. +33 (1)48 07 55 25 – www.angelyhotelparis.com – da 130 euro  ← e dall’evidente passione per le stelle e tutto ciò che le evoca. Ventidue camere, led strepitosi per creare effetti speciali fra stanza e salle de bain, colori azzardati e inusuali per marcare l’aspetto scenografico voluto da Valérie Boy.  

Écolo-zen – Certo, i prezzi non sono propriamente economici (camere da 240 euro, ma le offerte prevedono anche 50% di sconto) ma chi ama il bio e le atmosfere epurate, i materiali naturali, il sottofondo musicale e lo studio dei colori che aiutano a distendersi, si segni l’indirizzo del Hotel Gabriel, → 25 Rue du Grand-Prieuré (XI arr.) – +33 (0)1 47 00 13 38 – www.hotel-gabriel-paris.com un albergo di una quarantina di camere che i proprietari definiscono “détox hotel”, come dire “un hotel per disintossicarsi” dello stress cittadino. Altrettanto attento a regalare un oasi di quiete candore è il BLC Design Hotel → 4 Rue Richard Lenoir (XI arr.) – +33 (0)1 40 09 60 16 – metro Charonne – www.blcdesign-hotel-paris.com/, nel quartiere della Bastiglia, in una Parigi tutta di tendenza. È il colore bianco a fare da filo conduttore rilassante.

Éco-minimal – Come l’Hi matic 71 rue de Charonne (XI arr.) – tel. +33 (0)1 43 67 56 56 – www.hi-matic.net  – da 113 euro per due persone (colazione inclusa) ←, firmato Matali Crasset, già nota per l’Hi Hotel di Nizza. Albergo “eco-minimal” a poca distanza dalla Bastiglia e nuovo gioiello di questa famosa designer che ama “addolcire il quotidiano” e giocare con le materie prime, i colori, le energie. È una sorta di albergo-ostello in versione urbana, eco-minimalista e interamente modulabile, che si distingue completamente da qualsiasi altro albergo. Intanto per l’assenza di personale, o comunque per la sua riduzione al minimo essenziale. Il cliente fa tutto da solo: prenota, prende la chiave, dialoga con la struttura attraverso un iPad a disposizione degli ospiti. E alla fine si ritrova in una delle 42 camere di questo albergo éco-logis urbain, camere pensate come altrettanto cabanes dove ogni cosa ha una funzione ma può averne un’altra, sempre nel rigoroso rispetto dello sviluppo sostenibile. Colazioni bio disponibili su un plateau stile “a bordo di un aereo”, spazi 100% free WiFi, arredi che istigano alla socialità e pagamento finale in totale autonomia. A noi ricorda certi piccoli alberghi sulle rotte africane o del sud/est asiatico dove un tempo i viaggiatori si ritrovano e si scambiavano idee, proposte, complicità. E il nostro è assolutamente un complimento.

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