Lione: viva la dieta dei buongustai

© Bouchon Chabert&Fils

Rodano-Alpi

Bouchons tradizionali e storiche brasseries: indirizzi golosi nella capitale gastronomica della Francia per assaggiare specialità locali dimenticando le calorie. by chiara todesco

Paolo Galliani, proprio su questo blog, ci aveva avvisati: quando rientri da un viaggio a Lione e i jeans stentano ad allacciarsi, ti viene spontaneo rivolgere un pensiero al dietologo. Ma, parafrasando Enrico IV di Francia, si potrebbe dire “Lione val bene una dieta – dopo –”. Perché quando ti trovi nella capitale gastronomica della Francia, è impossibile stare alla larga da succulenti pietanze e prelibatezze varie.

Infilati quindi senza remore in un tradizionale bouchon, una vera trattoria dai sapori autentici. Si mangia in genere in spazi ristretti e con i tavolini attaccati, ma qui c’è la vera atmosfera lionnese, conviviale. Tra gli innumerevoli che si trovano nel centro e in particolare, nel quartiere Presqu’Île, noi siamo capitati da Chabert&Fils → 11, Rue Marronniers – tel. 04 78 37 01 94 – contact@chabertrestaurant.fr – aperto 7 giorni su 7, 12-14 e 19-23, venerdì e sabato sera fino alle 23h30 – sale climatizzate – tavoli all’aperto nella bella stagione ←. È un véritable Bouchon lyonnais come sottolinea la loro locandina. L’ambiente è animato e colorato, sulle pareti c’è di tutto: vecchie foto in bianco e nero, quadri, insegne, banconote di tutto il mondo… In un angolo pentolini, vecchie caffettiere, scatole da tè e suppellettili stile anni Cinquanta. Tutto molto caratteristico. In tavola ogni genere di leccornia, ma ti deve piacere la carne. Difficile scapparne. Abbiamo ordinato: gâteau de foies de volaille, crème à la fleur de thym; tête et langue de veau, ravigote aux herbes e bavette d’aloyau de bœuf che tradotto significa rispettivamente “torta salata di fegato di volatili, crema al fiore di timo, testa e lingua di vitello, spuntatura di lombata di manzo con salsa vinaigrette … E per finire cervelle de canut (una specialità lionese), che non è carne ma formaggio, talmente fresco da formare una cremina a base d’aglio e erbette. Su tutto un fondant al cioccolato non può mancare. A fine cena (e con già due chili in più) resta però un dubbio. Cos’è questa andouilette che salta fuori da tutte le parti nei menù?

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Lo scopriamo il giorno dopo. Tappa doverosa alla storica Brasserie Georges → 30 Cours de Vedun – tel. 04 72565454 ←in voga dal 1836. Il posto è enorme e animato, con tanti tavoli spaziosi e le panche in pelle rossa che fanno tanto film francese… La carte è infinita e anche se alla carne preferite pesce e crostacei qui andate a nozze. Ma bisogna provare il piatto imperante e allora ecco in tavola l’Andouillette Maison ravier, sauce moutarde à l’ancienne. Se non vi piacciono le frattaglie dimenticatela, se la trippa è la vostra passione questo piatto allora è il massimo: salsiccia di stomaco e intestino di maiale cotta nella senape! Ve la servono con le patate fritte. Il tutto stemperato con un rosso francese o con la loro birra artigianale.

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