Antibes: nel museo degli innamorati

© Peynet

Costa Azzurra

Si avvicina inesorabile e quasi petulante San Valentino con il suo corredo consumistico un po’ melenso. Eppure “les amoureux” di Peynet, concepiti in piena guerra, esprimono un sogno che il piccolo e simpatico museo di Antibes racconta. by paolo galliani

© Peynet - In linea con le nostre condizioni meteo

Mi hanno sempre fatto tenerezza, così giovani, così esili, fors’anche un po’ asessuati. Lui, con la sua zazzera, il cappello a melone, l’aria dell’artista romantico, lei con i fianchi sottili, il seno tondo, la pettinatura a coda di cavallo. Era il ’42, in piena guerra, quando Raymond Peynet creò il personaggio di uno sbarbato suonatore di violino e quello di una graziosa ammiratrice che stava ad ascoltarlo in un giardino di Valence, nella Drôme, nel cuore della Francia. I giornali inglesi li chiamarono “il poeta e la fidanzata”, quelli italiani li identificarono come “Valentino e Valentina”, per tutti divennero “Les Amoureux”, gli amorini, immortalati su bigliettini, profumi, bijoux, saponi, t-shirt, bambole di mezzo mondo.

Oddio, li ho sempre trovati un po’ troppo casti per un Paese come la Francia che nel dopoguerra si è deliziata con il sensualissimo “bacio davanti all’Hôtel de Ville” immortalato da Robert Doisneau nel centro di Parigi e che ha prestato il proprio nome al french kiss, formula internazionale per indicare il gesto intimo, fra labbra e lingua, con cui le persone che si piacciono comunicano desiderio e attrazione.

Ma giorni fa, dentro il simpatico museo 70 anni dopo, i due ventenni con i visi eterei e gli abitini che non cambiano mai, mi sono sembrati comunque l’emblema dell’amore tenero e di chi, ogni anno, a metà febbraio, ha una buona ragione per festeggiare. Di tutto: trecento opere firmate dal grande Peynet che riproducono la coppia nei luoghi più improbabili del pianeta, spesso in compagnia di angioletti canterini e di fiori che non conoscono l’inverno.

© Peynet - Vignetta

Me lo ha ricordato il direttore Marc Goujon: questo museo è l’omaggio all’artista parigino che in Costa Azzurra, tra Mougins e Antibes, aveva passato gli anni più belli della sua vita insieme a una donna, Denise, che aveva pure un cognome predestinato, “Damour”. E infatti c’è molta della sua opera: vignette originali pubblicate sui giornali dell’epoca (da France Soir a Ric et Rac), porcellane e bicchieri di cristallo commissionati negli anni ’50 dalla celebre manifattura bavarese Philip Rosenthal, immagini dei due fidanzatini placcati oro e argento per il gioielliere Murat, automi e bambole che hanno arricchito le vetrine delle Gallerie Lafayette di Parigi, ma anche scenografie teatrali, cartelloni pubblicitari, litografie zodiacali e locandine di film. Deriva commerciale? Probabile. Ma la magia di questi due eterni adolescenti è intatta.

Come ha già detto qualcuno, “Les Amoureux” addolciscono il troppo sale della vita con dosi abbondanti di zucchero. Tant’è. Nel simpatico Museo di Antibes, osservando i due ventenni abbracciati e un po’ naif usciti dalla matita di Peynet, verrebbe da dire che l’amore sia il segreto dell’immortalità. E guardandoli intensamente si finisce per crederci davvero.

Il Musée Peynet di Antibes – che peraltro ospita anche una importante sezione dedicata al disegno umoristico, con opere di artisti come Plantu, Dubout, Blachon, Chenez, Moisan, Uderzo e Mordillo – è uno dele quattro strutture museali che nel mondo ricordano l’artista parigino: a Brassac-les-Mines, in Auvergne, due in Giappone, di cui uno a Hiroshima.

Info pratiche
Musée Peynet
Place Nationale
Antibes
Tel. +33 04 92 90 54 29
musee.peynet@ville-antibes.fr
Orari: 10-12 e 14-18 (d’estate fino alle 20)
Tariffe: intero 3 euro, ridotto 1,5 euro, gratuito per chi ha meno di 18 anni

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