Mentone: l’avveneristico Musée Jean Cocteau ti aspetta

© Lisa Ricciotti - Musée Jean Cocteau Collection Séverin Wunderman

© Lisa Ricciotti - Musée Jean Cocteau Collection Séverin Wunderman

Costa Azzurra

Costa Azzurra

Grazie all’eccezionale donazione di Séverin Wunderman, è stato aperto il Musée Jean Cocteau, in un contenitore che dialoga fortemente con il contenuto.

Il 6 novembre ha aperto le porte al pubblico il Musée Jean Cocteau Collection Séverin Wunderman, interessante dentro e fuori.

Il contenitore. Multipla, spezzettata e a tratti inafferrabile, l’architettura dell’edificio progettato da Rudy Ricciotti – che insieme allo studio genovese 5+1 ha firmato il progetto del nuovo Palazzo del Cinema di Venezia – comunica e interagisce con le molteplici sfaccettature del genio di Jean Cocteau, il quale definiva la sua opera un “oggetto difficile da raccogliere”. Eretto di fronte al litorale di Mentone, i 2.700 metri quadrati della struttura sono perfettamente integrati al sito, anche se lo segna potentemente. Oltre alle collezioni permanenti sono previsti spazi espositivi dedicati al disegno contemporaneo, un bookshop e un caffè.

Il contenuto. Ma chi era questo Séverin Wunderman, la cui collezione ha dato vita al museo? Nasce in Belgio – e qui, non lo nascondo la belga che è in me ha un sussulto di orgoglio –, si trasferisce negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale e costruisce la sua fortuna nel campo dell’orologeria di lusso. Ma la cosa più incredibile è che la sua passione per Cocteau nasce quando ha solo 19 anni ed è ancora apprendista orologiaio: infatti spende un’intera paga per acquistare un disegno originale degli Enfants terribles.  È il primo pezzo di una collezione che col passare degli anni raggiungerà 1800 opere donate al museo.

© Musée Jean Cocteau - Mentone

990 sono le opere di Cocteau, dai primi autoritratti degli anni Dieci fino al periodo “mediterraneo” degli ultimi anni, poco noti al grande pubblico. Dipinti, disegni, ceramiche, arazzi, gioielli, foto, registrazioni, filmati e centinaia di opere di maestri dell’entourage dell’artista – da Picasso a Modigliani, da De Chirico al Miró –, nonché ritratti e testimonianze degli amici artisti andranno a comporre i tasseli di un ritratto a tutto tondo, artistico e umano.

Grazie Jean Cocteau per esserti innamorato di Mentone nel lontano 1955. E grazie a Mentone, al profumo dei  suoi limoni, al suo carattere di frontiera, alla basilica barocca, al Bastione, ai parchi. Oggi, con questo museo “cocteauiano”, Mentone ricambia alla grande la tua passione. Grazie alla tua amica Francine Weissweiller che per anni ti ha ospitato a Villa Santo Sospir di Saint-Jean-Cap-Ferrat: ma questa è un’altra storia che Paolo Galliani vi raccontera fra pochi giorni…

Già che sei a Mentone, fai una capatina anche a Cannes: abbiamo preparato dieci indirizzi niente male per rifarci dell’amarezza post summit!

Info pratiche
stampati tutte le indicazioni per raggiungere il museo

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