Parigi: madame la Tour Eiffel, superstar d’alta quota

La Torre Eifel all'inizio del Novecento

© The Library of Congress - La Torre Eifel all'inizio del Novecento

Ile-de-France

Non ce n’è: quando pensi a Parigi, pensi prima a lei, la “signora di ferro” che svetta a 324 metri di altezza, antenne incluse. Conquistare la vetta di questa superstar, almeno una volta nella vita, è d’obbligo. Se nonostante l’età, 122 nel 2011, continua ad attrarre più di 7 milioni di visitatori l’anno, marketing a parte, un motivo valido ci sarà.

La motivazione principe per visitare la Torre Eiffel è il panorama mozzafiato di cui si gode in cima e al II° piano.

Che tu lo faccia arrampicandoti sulle scale – sono quasi 1700 scalini di cui solo i 700 che portano fino al II° piano sono aperti al pubblico – o in ascensore, sappi che il belvedere compensa abbondantemente ogni disagio: la fila che ti tocca se non hai prenotato, la fatica se decidi di salire a piedi e perfino il tuo sentirti un turista prototipo tipo macellaio giapponese. Specie quando il tempo è terso, meglio ancora un’ora prima del tramonto. La vista da lassù, portando a spasso lo sguardo a 360 gradi, è semplicemente da urlo: hai Parigi ai tuoi piedi. A me piacce molto vedere la città dall’alto, mi aiuta a comprenderne il “corpo” e a orientarmi. Comunque sia, la tappa è di emozione e ti conviene viverla intensamente.

Se sei in dolce compagnia, è il posto giusto – forse un po’ scontato, ma di certo memorabile –per dichiararti. C’è anche chi vive esperienze più prosaiche, tipo mia sorella che causa di forza maggiore ha dovuto cambiare il pannolino al suo bebè!

Ma ci sono altri perché all’ascensione, tipo ripercorrere la storia della costruzione della torre attraverso suggestive foto d’epoca esposte al I° piano e lungo le scale, capire meglio la dinamica dei movimenti della cima della torre nell’apposito Osservatorio, sempre allo stesso piano. Se puoi vuoi esagerare, puoi vivere un’esperienza super esclusiva al ristorante Jules Verne: un ambiente panoramicissimo, sobrio ed elegante firmato dal designer Patrick Jouin, una cuisine contemporanea in grande stile per mano del pluristellato Alain Ducasse ma un conto… conturbante, persino se a pagare sono altri (menù 85 € a pranzo, 200 € a cena).

Da segnalare inoltre, ed è purtroppo cosa ancora rara, c’è un pratico ed esauriente depliant in italiano (curiosamente abbinato al russo), Guida della visita alla Torre Eiffel (pdf) che puoi scaricare dal sito ufficiale della torre.

Dulcis in fundo, finita la visita e tornati a terra, ricordati di scattare una simpatica foto ricordo fra le zampe della bestia, tipo questa,

tour eiffelLa Tour EiffelLa tour pendant.

per poi segnalarcela sulla galleria Parigi così (Flickr) (se non sei iscritto a Flickr mandacela per mail a vogliadifrancia@gmail.com con una didascalia se vuoi). Mentre ti allontani, se è già notte e mancano 10 minuti allo scoccare della prossima ora, fermati ad ammirare l’affascinante vestito di luce con cui si addobba: la dame de fer non è solo “bella di giorno”.

Ah, dimenticavo: un po’ di storia. Inaugurata il 31 marzo 1889 per celebrare il centenario della Rivoluzione francese con l’Esposizione Universale, la Tour Eiffel concesse le sue putrelle al pubblico il 6 maggio dello stesso anno. Il suo progettista, Gustave Eiffel, coadiuvato da una folta squadra di tecnici e operai, la tirarono su in soli 2 anni 2 mesi e 5 giorni, a mo’ di modellino Meccano, impiegando più di 18.000 pezzi di ferro forgiato e 2,5 milioni di bulloni. L’intento era di demolirla dopo due decenni, insieme agli altri edifici dell’Expo, ma le sue prestazioni scientifiche – soprattutto come piattaforma radiotelegrafica – le garantirono la salvezza. Meno male che… la scienza c’è!

Certo, per la Tour Eiffel, fu tutt’altro che facile farsi accettare, soprattutto dall’intelligenziadell’epoca, artisti inclusi. Anche tra gli italiani c’era chi era scettico come Jacopo Caponi, in arte Folchetto, che in una guida per l’Esposizione del 1878, scriveva della torre che era “una maraviglia del cattivo gusto”. C’è ancora qualche parigino che la snobba, chiamandola “asparago di ferro”, ma molti nel tempo l’hanno lodata, eccome: dagli scrittori Guy de Maupassant (1850-1893) e Apollinaire (1880-1918) al chansonnier Charles Trenet (1913-2001) passando per il pittore Robert Delaunay (1885-1941) per citarne solo alcuni.

Info pratiche
Tour Eiffel
Champ-de-Mars
Tel. +33(0)144.11.23.23
www.tour-eiffel.fr
Orario settembre-metà giugno: con gli ascensori, lunedì-domenica 9.30-23.45, ultimo accesso per la cima 22.30 e per I e II piano 23; con le scale, lunedì-domenica 9.30-18.30
Orario metà giugno-fine agosto: con gli ascensori, lunedì-domenica 9.30-0.45, ultimo accesso per la cima 23.30 e per I e II piano 24; con le scale, lunedì-domenica 9.30-0.30
Tariffe: 3,20-13,40 € (dettaglio http://www.eiffel-tower.com/it)
Metrò Bir-Hakeim
RER Champ-de-Mars-Tour-Eiffel

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